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ANDREA DORIA EXPEDITION 2006
50� Anniversario dell'affondamento

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L’ Andrea Doria fu costruita nei cantieri Ansaldo di Sestri, Genova, e varata nel 1951. Poteva trasportare 1241 passeggeri e 575 uomini di equipaggio. Era lussuosa sin nel minimo dettaglio delle sue strutture ed era considerata la portabandiera delle Linee Italia.A bordo il jet set dell'epoca, e le sue stive erano sempre piene delle merci pi� disparate, come un prototipo di una vettura realizzato dalla carrozzeria Ghia commissionato dalla americana Chrysler. Il nome Andrea Doria deriva da un ammiraglio del sedicesimo secolo, che difese eroicamente Genova contro i suoi numerosi nemici. La lussuosa nave da crociera era lunga 210m e larga circa 27. Stazzava 29,083 ton, con dieci ponti, e undici compartimenti stagni lungo l’intera lunghezza della nave. Era equipaggiata con due turbine sviluppanti 50.000 cavalli necessarie per far girare le due eliche a 3 pale, ciascuna del peso di 16 tonnellate. Era fornita inoltre di barche di salvataggio capaci di trasportare 2000 persone, di un sistema antincendio sofisticatissimo ed equipaggiata di radar.

Alle 23:22, del 25 luglio 1956, nel corso della sua 101a traversata, mentre navigava attraverso una densa nebbia, sotto il comando del Capitano Piero Calamai, l’Andrea Doria e la nave da crociera svedese, Stockholm,al comando del Capitano Nordenson, entrarono in collisione. Il disastro non ha una logica spiegazione. Esso poteva e doveva essere facilmente evitato, ma la lettura dei radar a bordo di entrambe le navi fu misteriosamente trascurata. La Stockholm, anche se seriosamente danneggiata dalla collisione e con la prua completamente distrutta rimase a galla. Il Doria era invece colpito a morte, comincio’ ad imbarcare acqua attraverso la breccia sulla fiancata ed ad inclinarsi su un lato. I seguenti messaggi radio furono trasmessi dopo la collisione.

Alle 23:22 (Stockholm) " Siamo entrati in collisione con un’altra nave," 23:35 (Doria) "Siamo troppo inclinati e siamo nell’impossibilit� di mettere in acqua i mezzi di salvataggio, richiediamo assistenza immediata,"

24:09 (Stockholm)" fortemente danneggiati. La prua � interamente distrutta, il motore n�1 � pieno d’acqua. non possiamo spostarci dalla nostra posizione." I messaggi continuarono tutta la notte documentando minuto per minuto questa tragedia del mare.

Provvidenziale fu l'arrivo sul posto della nave da crociera francese "Ile de France", che mise in salvo un gran numero di naufraghi e per questo venne considerata l'eroina dell'operazione di salvataggio.

Alle ore 04,30, Robert Hudson l'ultimo passeggero viene tratto in salvo dalla nave cisterna Robert E. Hopkins

Undici ore dopo la collisione, l’Andrea Doria affonda ed il momento fu filmato e trasmesso in diretta Television.gif (136 byte). Dei 1706 passeggeri a bordo, 46 persero la vita, la pi� parte a causa del’impatto iniziale.

Per vedere alcuni dati statistici e alcune curiosit� sul naufragio cliccate sul simbolo qui di fianco simbolodoria.gif (862 byte)

Un giorno dopo l’affondamento del Doria, Peter Gimbel e Joseph Fox, divennero i primi subacquei che la visitarono. Gimbel localizz� il relitto attraverso la boa gialla posizionata dalla Guardia Costiera. I due subacquei lo trovarono posto su un fianco a partire da 48 metri di profondit� e cominciarono a prendere delle foto. Le foto di Gimbel in bianco e nero furono acquistate da Life e furono pubblicate sui numeri de 6 e del 13 agosto.

LIFE assunse immediatamente Gimbel per prendere delle foto supplementari, questa volta a colori.

Nel 1973, Peter Gimbel comincia il suo lavoro di recupero della cassaforte del Doria.. Nel 1981, non solo riusciva nell’opera di recupero, ma risolse il mistero di come una nave considerata inaffondabile, con compartimenti stagni per impedire il propagarsi dell’acqua , fosse .

Il Doria aveva subito un impatto che aveva provocato uno squarcio di 24 metri che aveva perforato alcune camere stagne. Questo squarcio fece entrare una grande quantit� d’acqua nello scafo, provocando lo sbandamento di 20� .Le misure di sicurezza erano state previste per uno scafo in posizione verticale, la grande quantit� d’acqua entrata, passo’ lateralmente sopra le porte stagne, causando il disastro.
La cassaforte recuperata da Gimbel fu sistemata nella vasca degli squali al New York Aquarium. Tutto venne organizzato in modo che l’apertura della stessa avvenisse in diretta TV nazionale. Il 16 agosto 1984 la cassaforte venne aperta. All’interno furono recuperati certificati US argento e delle note in italiano.

Oggi, l’Andrea Doria giace posata su un fianco ad una profondit� di circa 74 metri. Il suo scafo � attualmente conosciuto da un piccolo numero di subacquei ed � considerato allo stesso modo del monte Everest per gli scalatori. Per avere il coraggio di effettuare l’esplorazione bisogna affrontare la narcosi d’azoto, lunghe decompressioni, acqua gelida, forti correnti, squali e lunghi intervalli di superficie per arrivare sul posto e fra le immersioni.

Gary Gentile, autore del libro "ANDREA DORIA, DIVE TO AN ERA", ha effettuato su questo relitto svariate spedizioni. In una di queste immersioni insieme alla sua �quipe recuperarono la campana di poppa. Durante le varie spedizioni di recupero fu inoltre ritrovata la statua di Andrea Doria che troneggiava nel salone principale della nave, ed attualmente si trova in un giardino privato di una villa negli stati uniti. Molti dei subacquei che visitano questo relitto sono estasiati dal ritrovamento di alcuni pezzi di porcellana cinese che facevano parte della dotazione di bordo, pezzi che diventano di propriet� del ritrovatore.

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